
Austin Wintory: Journey non è una colonna sonora. È il gioco.
Un violoncello che cresce con il personaggio. Un deserto che non ha bisogno di parole. Wintory ha costruito qualcosa che il medium non sapeva ancora di volere: musica che non esiste fuori dal gioco, che perde senso se la togli dal contesto. Come ci è arrivato è la parte interessante.