
Control Resonant: la Oldest House è finita, Jesse anche
Remedy torna nell’universo di Control con un nuovo protagonista, città aperta e combat system rifatto. Ambizione alta, ma pesa un’assenza.

Remedy torna nell’universo di Control con un nuovo protagonista, città aperta e combat system rifatto. Ambizione alta, ma pesa un’assenza.

Una band finlandese e uno studio di videogiochi condividono gli stessi demoni da vent’anni. I Poets of the Fall non compongono colonne sonore per Remedy: inventano band fittizie, danno voce ai protagonisti, trasformano il rock in arma narrativa. Come si fa a raccontare la follia? Si canta.

Alan Wake non è un eroe classico, ma uno scrittore condannato a vivere nelle sue stesse storie. Fragile, arrogante, disperato, combatte contro l’oscurità che ha evocato con le sue parole. Tra amore, colpa e ossessione, la sua identità si frantuma: uomo, autore o personaggio della propria maledizione?

Dal volto pixelato di Max Payne alle dimensioni impossibili di Control, Sami Järvi ha trasformato i videogiochi in labirinti psicologici dove ogni livello di realtà ne nasconde un altro. Il visionario che ha insegnato al medium interattivo a dubitare di se stesso.

Nel 2002, due bambini trovano un misterioso proiettore che apre un portale verso un’altra dimensione, liberando una forza oscura chiamata Hiss. Diciassette anni dopo, Jesse Faden torna all’Oldest House per salvare suo fratello e scopre un mondo di segreti, oggetti di potere e realtà che si piega all’incubo.

Nel labirinto dell’Oldest House, Jesse Faden non eredita una posizione ma diventa interprete di un sistema semiotico dove documenti censurati e procedure kafkiane trasformano l’arbitrario in necessario. Gli Objects of Power sono significanti puri che derivano forza dal linguaggio istituzionale. Remedy costruisce un’esperienza dove ogni pixel diventa codice da decifrare, ogni stanza un capitolo nella grammatica nascosta dell’autorità.