Silenzio finito, genDESIGN si svela

gen ATLAS: Fumito Ueda torna dopo dieci anni con un robot colossale

Fumito Ueda ha impiegato dieci anni per tornare. Quando lo fa, porta un pianeta silenzioso, un robot colossale e un accordo con Epic che gli lascia tutto il controllo creativo.
Un robot colossale su un pianeta abbandonato in gen ATLAS, sviluppato da genDESIGN di Fumito Ueda e pubblicato da Epic Games Publishing

Fumito Ueda è il creatore di Ico, Shadow of the Colossus e The Last Guardian. Tre giochi in venticinque anni, tutti Sony, tutti con la stessa ossessione: ambienti silenziosi, creature enormi, un legame tra due esseri come unico motore narrativo. L’ultimo è uscito nel 2016. Poi silenzio — fino al 5 giugno 2026, quando al Summer Game Fest di Los Angeles Geoff Keighley ha introdotto il trailer di gen ATLAS mentre Ueda sedeva in prima fila al Dolby Theatre.

Il gioco era già comparso al The Game Awards 2024 con il nome provvisorio Project Robot. Un teaser criptico: una figura solitaria che scalava una struttura meccanica colossale, trasformava la testa del robot in un velivolo, fuggiva da un’ondata apocalittica. Nessun titolo, nessuna piattaforma. Abbastanza per capire che era Ueda, non abbastanza per sapere cos’era.

Al Summer Game Fest il titolo definitivo è arrivato — gen ATLAS — insieme a un trailer che mostra l’ambientazione e alcune meccaniche. Il giocatore si risveglia solo su un pianeta abbandonato, senza memoria. Il mondo intorno è fatto di pianure silenziose, strutture colossali, impianti deserti, un mare instabile. Al centro dell’esplorazione c’è un robot enorme che apre percorsi altrimenti inaccessibili. La sua testa si stacca e diventa un mezzo di spostamento autonomo — già intravista nel 2024, ora confermata come meccanica centrale. Il publisher è Epic Games Publishing. L’accordo risale al marzo 2020: genDESIGN fu uno dei primi tre studi partner di Epic, insieme a Playdead e Remedy. Termini precisi e resi pubblici da Epic: copertura fino al 100% dei costi di sviluppo, proprietà intellettuale al 100% allo sviluppatore, controllo creativo totale, divisione degli utili 50/50 dopo il recupero dei costi. Ueda aveva commentato così: “Da quando siamo diventati indipendenti, voglio poter raggiungere più giocatori di prima.”

Questo è il punto che quasi nessun sito italiano ha messo a fuoco davvero. gen ATLAS è la prima volta nella carriera di Ueda che un suo gioco nasce fuori da Sony, con la proprietà intellettuale in mano sua. Ico, Shadow of the Colossus e The Last Guardian erano esclusiva Sony — Ueda lavorava dentro una struttura, con tutto quello che questo comporta in termini di controllo, tempi, compromessi. Qui è diverso. Lo sviluppo è iniziato intorno al 2020, dopo anni spesi a costruire lo studio da zero. Sei anni di lavoro su un gioco che è interamente suo.

In un’intervista rilasciata a VGC subito dopo l’annuncio, Ueda ha detto qualcosa che vale la pena tenere: “Do il massimo assoluto perché potrebbe non esserci un prossimo.” Non è una frase promozionale. È la dichiarazione di un uomo che ha cinquantasei anni, che ha impiegato quasi un decennio a finire The Last Guardian e sa benissimo che ogni progetto a questa scala è una scommessa enorme sul tempo che hai. La libertà che Epic gli ha garantito — controllo creativo totale, nessun publisher che può tagliare contenuti nell’ultimo miglio come fece Konami con The Phantom Pain — pesa in modo diverso quando la leggi accanto a quella frase.

gen ATLAS arriva su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC via Epic Games Store. Su Steam arriverà dopo, alla fine del periodo di esclusività. Nessuna data di uscita annunciata.

Dimmi la tua

Ico, Shadow of the Colossus, The Last Guardian — qual è il vostro preferito e cosa vi aspettate da gen ATLAS?

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