Paramount Games Studio e Bloober Team hanno annunciato Star Trek: Shadow Frontier durante l’IGN Live del 4 giugno 2026. Il gioco arriverà nel 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch 2 e PC via Steam.
Quello che colpisce prima di tutto è il contesto in cui nasce questo progetto. Paramount Games Studio non è uno studio con decenni di storia alle spalle: il nome è stato adottato questa settimana stessa, insieme a un nuovo team di gestione. La prima uscita pubblica di questo studio appena ribattezzato è un accordo con Bloober Team — gli stessi che nel 2024 hanno consegnato il rifacimento di Silent Hill 2 e l’anno scorso hanno pubblicato Cronos: The New Dawn. Non è una mossa prudente. È una dichiarazione di intenzioni.
Il gioco segue Ro Laren, ufficiale Bajoriana della Flotta Stellare che Michelle Forbes aveva interpretato per la prima volta nella quinta stagione di Star Trek: The Next Generation nel 1991, tornando poi in Star Trek: Picard nel 2023. Ro non era una protagonista principale della serie televisiva — è comparsa in una manciata di episodi distribuiti nelle sette stagioni — ma è rimasta impressa per via di un arco narrativo preciso: qualcuno che tradisce Picard per ragioni che il gioco potrebbe tornare ad esplorare. Forbes riprende il ruolo anche qui, doppiandola.
La sinossi ufficiale parla chiaro: Ro risponde a un segnale di soccorso e atterra di forza su un pianeta remoto che si rivela essere un cimitero di astronavi. Il pianeta è dominato da una coscienza aliena che distorce la realtà e la memoria. Mentre esplora, incontra altri sopravvissuti, creature deformate e un’entità che cerca di prendere possesso della sua mente oltre che del suo corpo. Bloober Team ha descritto il gioco come un’avventura narrativa in terza persona con esplorazione, enigmi, combattimento e momenti cinematici. Ro avrà a disposizione il tricorder — per scansionare e analizzare oggetti — e il faser, presente sia come strumento per risolvere enigmi che come arma.
Quello che nessuno dei comunicati ufficiali ha voluto specificare è quando e dove il gioco si collochi nella cronologia della serie. Né Shawn Kittelsen di Paramount né Michal Gembicki di Bloober Team hanno risposto a questa domanda diretta durante le interviste post-annuncio. Per una serie con una continuità lunga decenni e un pubblico che la conosce a memoria, è una lacuna che pesa.
Piotr Babieno, amministratore delegato di Bloober Team, ha dichiarato che lo studio aspettava da tempo di poter lavorare su Star Trek, e che l’obiettivo è onorare la serie portandoci sopra quello che Bloober sa fare meglio: il disagio psicologico, l’atmosfera, la tensione che non viene da spari e inseguimenti ma da qualcosa che non riesci a nominare. È esattamente quello che avevano fatto con Silent Hill 2 — un’operazione di restauro che aveva convinto anche i più scettici. Farlo con un universo istituzionale come Star Trek è un passo diverso, più esposto.
Il precedente più recente di un gioco Star Trek di peso è Star Trek: Resurgence del 2023, avventura narrativa sviluppata da Dramatic Labs che aveva ricevuto una risposta tiepida. Prima di quello bisogna risalire a Star Trek: Bridge Crew del 2017. Bloober Team parte da una base di aspettative miste, con un personaggio di nicchia come protagonista e un genere — la suspense psicologica cupa — che storicamente divide i fan della serie. Il risultato lo vedremo nel 2027.