Un uomo che costruisce prima di mostrare

Physint: Hideo Kojima è tornato al lavoro, e stavolta parla di autobus dirottati e villain tedeschi

Quarant'anni nell'industria, tre progetti aperti, un nome in codice trapelato. Kojima Productions sta costruendo qualcosa in silenzio — e i dettagli che emergono bastano già a capire che non sarà una cosa piccola.
Hideo Kojima al lavoro su Physint, successore spirituale di Metal Gear Solid in sviluppo per PlayStation 6

Il 31 dicembre 2025, mentre la maggior parte delle persone pensava ai brindisi, Hideo Kojima pubblicava su X il suo tradizionale messaggio di fine anno. Solo che questa volta, sotto gli auguri formali, c’era qualcosa di concreto: un piano preciso per il 2026, scritto con la chiarezza di chi sa esattamente dove sta andando. Dopo aver trascorso quasi tutto il 2025 in giro per il mondo a promuovere Death Stranding 2: On the Beach — uscito quell’anno e accolto come il suo lavoro più ambizioso fino a quel momento — Kojima annunciava che il 2026 sarebbe stato diverso. Niente viaggi, niente palchi, niente interviste nei festival cinematografici. Fondamenta. Il termine che usava era questo: fondamenta solide per la seconda fase di Kojima Productions, quella che avrebbe portato alla terza. E le due cose su cui quelle fondamenta sarebbero state costruite hanno nomi precisi: OD e Physint.

Physint era già noto da settembre 2025, quando Kojima lo aveva presentato alla rassegna Beyond the Strand con un poster teaser e tre nomi nel cast: Charlee Fraser, protagonista di Furiosa: A Mad Max Story; Don Lee, noto in Italia come Train to Busan; e Minami Hamabe, che il pubblico giapponese conosce soprattutto da Godzilla: Minus One. Non erano i protagonisti — questo Kojima lo aveva precisato — ma facevano parte di un cast che stava prendendo forma con la stessa logica cinematografica che aveva guidato Death Stranding e il suo seguito. Il progetto era stato presentato come successore spirituale della serie Metal Gear Solid, con la collaborazione di Sony Pictures Entertainment e un approccio dichiaratamente ibrido tra narrazione cinematografica e meccaniche di gioco. Poi, per mesi, il silenzio. Il casting si era fermato a causa dello sciopero del sindacato SAG-AFTRA, che aveva portato gli attori a rivendicare compensi più equi, e Kojima aveva scelto di non forzare i tempi.

Il messaggio di Capodanno segnalava che quell’attesa era finita. Nel 2026 sarebbero partite le scansioni degli attori e le sessioni di ripresa della performance capture, elementi centrali nell’approccio con cui Kojima costruisce i suoi personaggi. E così è stato. Ad aprile, il sito specializzato MP1st ha pubblicato dettagli su chiamate di casting trapelate che confermano che le riprese sono già in corso — o lo saranno a breve. Il nome in codice del progetto, usato internamente per le sessioni di casting, è “Shimmer”. La direttrice del casting è Mari Ueda, fondatrice di Pivot Motion, la stessa società che aveva lavorato su Death Stranding 2. Le riprese sarebbero pianificate per giugno 2026.

Le chiamate di casting trapelate riguardano diversi ruoli per una sequenza ambientata su un autobus dirottato. Tra i personaggi cercati: una madre con il suo neonato, cinque adolescenti di etnie diverse e due passeggeri adulti. È il dettaglio sull’antagonista, però, che ha catturato l’attenzione. Il personaggio viene descritto come qualcuno di corporatura snella, silenzioso ma intenso, con un accento tedesco e una personalità che le note di casting riassumono con una formula precisa: “Mads Mikkelsen in Hannibal, ma con slancio.” Una riga sola, ma densa. Chi ha seguito il lavoro di Kojima sa che quella linea non è casuale: l’antagonismo nel suo cinema interattivo ha sempre avuto una qualità quasi teatrale, fatta di controllo assoluto e minaccia trattenuta. Il riferimento a Mikkelsen in quel ruolo specifico — il dottore cannibale della serie televisiva americana, tutto precisione chirurgica e calma aristocratica prima della violenza — dice già qualcosa sulla direzione narrativa. Non un cattivo muscolare. Un cattivo che pensa.

Il quadro attuale di Physint è quello di un progetto che esiste concretamente — cast in costruzione, nome in codice attivo, direttrice del casting al lavoro — ma che è lontano dall’uscita. Già nel maggio 2025, in un’intervista alla rivista francese Le Film Français, Kojima aveva dichiarato che il progetto avrebbe richiesto ancora almeno cinque o sei anni di sviluppo. Questo sposta la finestra di uscita verso il 2030 o il 2031, il che rende Physint un titolo quasi certamente pensato per PlayStation 6. Non è ancora confermato se Kojima Productions utilizzerà nuovamente il motore Decima di Guerrilla Games, ma la visita dello studio olandese alla fine del 2025 lascia aperta quella possibilità. Nel frattempo, il team si è ampliato per reggere lo sviluppo parallelo di OD — il gioco horror in esclusiva per le piattaforme Microsoft, realizzato in collaborazione con il regista Jordan Peele — e dei progetti legati all’universo di Death Stranding, che includono sia un film in riprese dal vivo sia un film d’animazione e una serie.

Quello che emerge, leggendo tutto insieme, è il ritratto di uno studio che lavora su più fronti con una logica a fasi dichiarata, quasi manageriale nella sua trasparenza, e al tempo stesso profondamente personale nel metodo. Kojima ha compiuto sessantadue anni nel 2025 e festeggia nel 2026 i quarant’anni esatti dall’inizio della sua carriera nell’industria — dal 1986, quando ha cominciato in Konami. Physint non è la fine di qualcosa, né il testamento di un autore che rallenta. È il prossimo passo di qualcuno che ha ancora molta strada da fare e sa esattamente come percorrerla.

Dimmi la tua

Physint nasce come erede spirituale di Metal Gear Solid, ma Kojima non ha mai fatto la stessa cosa due volte. Cosa sperate di ritrovare — e cosa invece sperate che abbia lasciato perdere?

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